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Il secolo XIX, mercoledì 5 novembre 2008
Inchiesta dei carabinieri a Quiliano
Troppo amianto nell'ex IP. Sigilli all'area della
bonifica.
Sei denuncie. I Timori del Comune: terreni
fondamentali per la visbilità.

Troppo amianto nell'ex IP
sigilli all'area della bonifica
nchiesta dei carabinieri a
quiliano
Sei denunce. I timori del Comune: terreni fondamentali per la viabilità
IL SECOLOXIX
Quiliano. I terreni contaminati
da idrocarburi e amianto non sarebbero stati bonificati come dovuto e i
carabinieri del Noe hanno sequestrato il cantiere delle aree dell'ex deposito
costiero dell'Italiana Petroli (oggi di proprietà dell'Eni) a Valleggia.
Il provvedimento è scattato in seguito ai controlli che i militari del Nucleo
operativo ecologico di Genova, in collaborazione con i colleghi della stazione
di Quiliano, hanno effettuato nel cantiere per la bonifica delle aree dell'Eni,
vicino a via Briano. Una vasta area su cui un tempo sorgevano gli impianti
petroliferi dell'Ip. Nell'ambito dell'inchiesta, i carabinieri hanno anche
denunciato a piede libero sei persone, in pratica tutti i responsabili del
cantiere e delle ditte incaricate delle operazioni.
I controlli sono scattati dopo che la Provincia, che sovrintende alla bonifica
in corso ormai da alcuni anni, ha riscontrato nelle proprie analisi
concentrazioni di amianto nettamente superiori rispetto a quelle rilevate dai
tecnici della ditta che sta effettuando il lavoro (la Petroltecnica, azienda
specializzata in risanamenti ambientali che ha sedi a Cerausolo Ausa di Coriano,
in provincia di Rimini, e a Milano). Una discrepanza su cui gli uffici
provinciali vogliono fare chiarezza: c'è la possibilità che le differenze dei
valori abbiano una ragione tecnica, che si sia verificato un errore o che ci sia
stata una sottovalutazione delle sostanze di cui è impregnata la vasca in cui
sono stati trovati i detriti contenenti amianto.
I carabinieri hanno quindi posto sotto sequestro un'area di circa seimila metri
quadrati, in cui si trova la vasca da duemila metri quadrati in cui sono stati
rilevati i valori fuori norma. La concentrazione di asbesto è stata riscontrata
in un lotto in cui giacciono circa 1200 metri cubi di detriti contaminati da
idrocarburi misti (e, appunto, amianto) che si trovavano sotto ai vecchi
depositi.
Violazione delle norme sulle bonifiche ambientali è l'ipotesi di reato che ha
portato come conseguenza la denuncia per il referente dell'Eni, l'amministratore
della ditta che sta eseguendo i lavori e i responsabili dei lavori e della
sicurezza, il capocantiere e l'ispettore del cantiere. In parole povere, la
ditta stava procedendo con la bonifica seguendo standard non adatti alla
situazione reale del terreno, alla tipologia delle sostanze presenti e alla loro
concentrazione.
Il sequestro è stato disposto come atto formale, ma le operazioni di bonifica
riprenderanno a breve, non appena saranno accertati la natura delle sostanze e i
valori di amianto e idrocarburi presenti nel terreno. «Va detto comunque -
spiegano i tecnici - che non ci sono fibre di amianto libere, che potrebbero
disperdersi nell'aria. Quindi la popolazione che abita nella zona non corre
rischi particolari in seguito ai lavori». La notizia del sequestro ha messo in
allarme anche il Comune: il sindaco Nicola Isetta ed il geometra Luigi Genta,
responsabile del settore lavori pubblici, si sono messi in contatto con la
Provincia per verificare la situazione. Il Comune ha infatti in progetto il
recupero delle aree ex Ip per migliorare la viabilità e i parcheggi della zona.
Giovanni Vaccaro
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