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  Rassegna Stampa: Petroltecnica tra i denunciati per irregolarità nelle bonifiche.
Postato il Saturday, 18 April @ W. Europe Daylight Time di ivan
 
 
  Rassegna Stampa Comitato

Il secolo XIX, mercoledì 5 novembre 2008

Inchiesta dei carabinieri a Quiliano

Troppo amianto nell'ex IP. Sigilli all'area della bonifica.

Sei denuncie. I Timori del Comune: terreni fondamentali per la visbilità.


Visualizza Quliano, area della bonifica. in una mappa di dimensioni maggiori

Mappa del paese di Quiliano



Troppo amianto nell'ex IP sigilli all'area della bonifica

nchiesta dei carabinieri a quiliano
Sei denunce. I timori del Comune: terreni fondamentali per la viabilità

IL SECOLOXIX

Quiliano. I terreni contaminati da idrocarburi e amianto non sarebbero stati bonificati come dovuto e i carabinieri del Noe hanno sequestrato il cantiere delle aree dell'ex deposito costiero dell'Italiana Petroli (oggi di proprietà dell'Eni) a Valleggia.
Il provvedimento è scattato in seguito ai controlli che i militari del Nucleo operativo ecologico di Genova, in collaborazione con i colleghi della stazione di Quiliano, hanno effettuato nel cantiere per la bonifica delle aree dell'Eni, vicino a via Briano. Una vasta area su cui un tempo sorgevano gli impianti petroliferi dell'Ip. Nell'ambito dell'inchiesta, i carabinieri hanno anche denunciato a piede libero sei persone, in pratica tutti i responsabili del cantiere e delle ditte incaricate delle operazioni.
I controlli sono scattati dopo che la Provincia, che sovrintende alla bonifica in corso ormai da alcuni anni, ha riscontrato nelle proprie analisi concentrazioni di amianto nettamente superiori rispetto a quelle rilevate dai tecnici della ditta che sta effettuando il lavoro (la Petroltecnica, azienda specializzata in risanamenti ambientali che ha sedi a Cerausolo Ausa di Coriano, in provincia di Rimini, e a Milano). Una discrepanza su cui gli uffici provinciali vogliono fare chiarezza: c'è la possibilità che le differenze dei valori abbiano una ragione tecnica, che si sia verificato un errore o che ci sia stata una sottovalutazione delle sostanze di cui è impregnata la vasca in cui sono stati trovati i detriti contenenti amianto.
I carabinieri hanno quindi posto sotto sequestro un'area di circa seimila metri quadrati, in cui si trova la vasca da duemila metri quadrati in cui sono stati rilevati i valori fuori norma. La concentrazione di asbesto è stata riscontrata in un lotto in cui giacciono circa 1200 metri cubi di detriti contaminati da idrocarburi misti (e, appunto, amianto) che si trovavano sotto ai vecchi depositi.
Violazione delle norme sulle bonifiche ambientali è l'ipotesi di reato che ha portato come conseguenza la denuncia per il referente dell'Eni, l'amministratore della ditta che sta eseguendo i lavori e i responsabili dei lavori e della sicurezza, il capocantiere e l'ispettore del cantiere. In parole povere, la ditta stava procedendo con la bonifica seguendo standard non adatti alla situazione reale del terreno, alla tipologia delle sostanze presenti e alla loro concentrazione.
Il sequestro è stato disposto come atto formale, ma le operazioni di bonifica riprenderanno a breve, non appena saranno accertati la natura delle sostanze e i valori di amianto e idrocarburi presenti nel terreno. «Va detto comunque - spiegano i tecnici - che non ci sono fibre di amianto libere, che potrebbero disperdersi nell'aria. Quindi la popolazione che abita nella zona non corre rischi particolari in seguito ai lavori». La notizia del sequestro ha messo in allarme anche il Comune: il sindaco Nicola Isetta ed il geometra Luigi Genta, responsabile del settore lavori pubblici, si sono messi in contatto con la Provincia per verificare la situazione. Il Comune ha infatti in progetto il recupero delle aree ex Ip per migliorare la viabilità e i parcheggi della zona.
Giovanni Vaccaro

 
 
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