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  Giustizia: Sentenza del 12 Maggio 2009. Non ci sono i pressuposti per negare ciò che sosten
Postato il Wednesday, 10 June @ W. Europe Daylight Time di ivan
 
 
  Azioni Giudiziarie e Processi

Cari amici di Cerasolo oggi pubblichiamo la sentenza del giudice Giacomo Gasparini del 12 maggio 2009. Sentenza che dimostra come abbiamo sempre sostenuto il vero con le cose dette e scritte per informare tutti.
La vicenda riguarda i rappresentanti dei cittadini di cerasolo, cittadini che nel 2004 con oltre 400 firme rinnovavano la loro fiducia al comitato territoriale.
Forti di questo sostegno ci siamo fatti direttamente portatori della richiesta di bonificare il nostro territorio da una azienda che riteniamo responsabile di atti che danneggia la salute di tutti noi, oltre a squalificare urbanisticamente la nostra frazione.
A fronte di questo abbiamo intrapreso un percorso di denuncia e dialogo con l'amministrazione comunale e provinciale che nonostante i nostri tentativi ci ha visto isolati da tutti.
Per informare e documentare il grave disagio abbiamo nel 2005 prodotto anche un giornalino informativo in cui erano raccolte le informazioni e le preoccupazioni di tutti noi.
A fronte della nostra preoccupazione per la sorte della nostra salute e del nostro territorio (ricordo che via Ausella è stata soggetta a scarico di terreni inquinati che non potevano essere riversati nell'ambiente) sono iniziate da imprenditori locali azioni nei nostri confronti che noi giudichiamo rivolte ad intimidirci e ridurci al silenzio.
Il presidente e i 10 membri del direttivo di allora sono stati individuati dal titolare della Ditta Petroltecnica, Danilo Pivi, come persone da perseguire ingiustificatamente, riteniamo a monito verso tutti i residenti.
La sentenza allegata è il risultato di 5 anni di ingiuste persecuzioni nei nostri confronti.
Il Giudice Giacomo Gasparini ritiene INSUSSISTENTE la richiesta di procedura PENALE nei confronti dei membri del direttivo e ritiene non denigratorie le attività del Comitato e ordina pertanto l'ARCHIVIAZIONE della procedura.
Questa sentenza ci rafforza e convince ancora più della necessita di cercare soluzioni diverse per il nostro territorio e non restare immobili nell'attesa di essere trasformati in una nuova RAIBANO. Pertanto continuiamo ad invitare i cittadini a sostenerci nelle azioni che abbiamo intrapreso a garanzia della nostra salute e dei nostri diritti oltre che dei nostri capitali sul territorio, ricercando tutte le soluzioni possibili sia sul campo giudiziario (Ricorsi al TAR e esposto alla Procura della Repubblica) che sul campo politico.


 
 
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