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  Scandalo Scarichi Fognari San Marino

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  Rassegna Stampa Comitato Rassegna Stampa Replica dopo le accuse del comitato d'area di Cerasolo sulle acque che arrivano

Il Corriere di Rimini 13 Gennaio 2009

Replica dopo le accuse del comitato d'area di Cerasolo sulle acque che arrivano da San Marino nei torrenti Ausa e Marano.

Hera: "Non sono scarichi di fogna".

"E' il normale funzionamento di una rete mista in caso di piogge abbondanti".

 
 
  Postato da il Wednesday, 21 January @ W. Europe Standard Time (72 letture)
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  Rassegna Stampa Comitato Rassegna Stampa Ambiente: Nuove foto dal Comitato di Cerasolo. Collettamento imperfetto il Titan

La Voce di Romagna 17 gennaio 2008

Ambiente: Nuove foto dal Comitato di Cerasolo.
Collettamento imperfetto il Titano scarica nei fiumi

 
 
  Postato da il Tuesday, 20 January @ W. Europe Standard Time (89 letture)
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  Rassegna Stampa Comitato Rassegna Stampa Scarichi di fogna da San Marino; il comitato di Cerasolo torna alla carica. Il C

Il Corriere di Rimini 17 gennaio 2008

Scarichi di fogna da San Marino;
il comitato di Cerasolo torna alla carica.

 
 
  Postato da il Tuesday, 20 January @ W. Europe Standard Time (64 letture)
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  Rassegna Stampa Comitato Rassegna Stampa Il collettore da San Marino non funziona e le fogne riminesi puzzano. La Voce di

La Voce di Romagna 15 agosto 2008

Inaugurato solo due anni fa.

Il collettore da San Marino non funziona e le fogne riminesi puzzano.

 
 
  Postato da il Monday, 19 January @ W. Europe Standard Time (63 letture)
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  Comunicati e Comunicati Stampa Comunicati Perchè non funzionano gli scolmatori.

Scarichi fognari. Continua l'inquinamento dei torrenti da parte delle condotte fognarie pubbliche. Perchè non funzionano gli scolmatori.


Cerasolo 16/01/2009

 

Anche oggi come ieri e probabilmente come domani, i nostri fiumi e il nostro mare si trovano a svolgere la funzione per cui viene invece pagata HERA.

Infatti anche in questo momento gli scarichi delle fogne di San Marinio vanno liberamente nei torrenti Ausa e Marano. (Vedere foto scattata oggi in data 16 gennaio 2009 allegata)

Già fu uno scandalo denunciato nel 2006 quando a fronte di lavori nel collettore di Faetano finiti da 5 anni si era omesso il collegamento al depuratore di Santa Giustina nonostante la Repubblica avesse già pagato da anni i lavori. Dopo la nostra denuncia si interveniva prontamente per completare l'attraversamento della strada necessario per il collettamento che irresponsabilmente nessuna istituzione preposta aveva chiesto di completare. Grande festa di inaugurazione con la partecipazione dell'establishment tecnico e politico locale.

Passati alcuni mesi i problemi rimangono invariati, continuano gli scarichi fognari nei torrenti. A metà 2007 interessiamo il Corpo Forestale Nazionale e vengono fatti sopralluoghi nell'area degli scarichi. La Forestale a seguito di questo sopralluogo ha interessato sia la Procura Riminese che il Governo Italiano.

Anche il comune di Coriano dichiara di avere interessato la Forestale; da verifiche non risulta ci sia nulla a riguardo.

Nulla succede, e l'eccezione è quando non si scarica liberamente nell'ambiente, nei nostri fiumi e da li sulle spiagge della nostra bella Rimini.

E' di questi primi giorni del 2009 il portare nuovamente alla cronaca i gravi problemi ambientali che ci vediamo costretti a subire. Ci vengono fornite spiegazione dai tecnici di Hera per voce di Pierpaolo Martinini che a noi non sembrano corrispondere alla situazione.

Ci sentiamo di sollevare questi dubbi che vorremmo verificare.

Innanzitutto a valle dello scarico fognario sul Marano, nel punto di collettamento nella rete riminese scorre oggi limpida acqua chiara proveniente da un fosso laterale direttamente collegato all'impianto dell'acque nere, mentre poco più a monte si scarica pura acqua nera di fogna, a dimostrazione che nulla arriva dalla rete fognaria sammarinese e che tutto viene sversato nel Marano.

Inoltre a guardare la situazione di Rovereta sull'Ausa riteniamo che anche li sia chiuso con paratia a comando manuale il collegamento con la linea fognaria che porta a Santa Giustina i liquami.

L'ipotesi che noi avanziamo è che quelli che vengono descritti da Hera come scolmatori di piena siano invece effettivamente delle deviazioni di flusso nell'ambiente in quanto le paratie presenti ostruiscono o limitano il flusso nel tubo fognario ricevente (comunque sempre di sezione maggiore del tubo che immette) che porta al depuratore riminese o che sono presenti altri impedimenti nella linea che non ne consente un corretto funzionamento.

Rimane inalterata la richiesta di risarcire le comunità interessate da parte di San Marino, che attualmente paga circa otto milioni di euro all'anno a Hera per il servizio di depurazione, fino a quando questo abuso sull'ambiente non venga definitivamente risolto.

Ringraziamo l'assessore all'ambiente di Riccione, Mario Galasso, che unico, chiede di verificare la reale situazione che ormai si protrae da numerosi anni. Sicuramente preoccupato dei diversi segnali evidenziati da tempo, come la problematiche delle alghe che puntualmente si verifica sulle coste di Riccione/Miramare e le ripetute morie di fauna sul torrente Marano di cui non è dato capire l'origine.

Evidenziamo inoltre l'intervento del consigliere Regionale riminese Gioenzo Renzi che con interrogazione al Consiglio chiede pure lui chiarimenti sulla situazione.

A fronte di quanto sopra presunto diamo la nostra disponibilità ad un sopralluogo con i tecnici di Hera, con i rappresentanti della Repubblica di San Marino, con il consigliere regionale Renzi, con l'assessore Galasso e con gli altri amministratori della provincia riminese per verificare la reale situazione degli impianti e chiede che il problema sia definitivamente risolto.

Infine chiediamo alla procura riminese, già interessata da diverso tempo dal Corpo Forestale Nazionale, di definire le responsabilità di questi continui ripetuti scarichi inquinanti nell'ambiente fonte anche di pericolosi rischi sanitari per l'incolumità dei cittadini.

 

Il Presidente

Giovannino Raggini

Comitato d'area di Cerasolo e Cerasolo Ausa

 
 
  Postato da il Monday, 19 January @ W. Europe Standard Time (62 letture)
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  Rassegna Stampa Comitato Rassegna Stampa Scarichi Fognari. Succedeva nel 2006.

Seccedeva nel 2006

08/03/2006 Corriere di Rimini

Imola posa l’ultimo tratto di collettore

RICCIONE - I liquami sanmarinesi continuano a fluire nel Marano e non nel collettore che dovrebbe condurli al depuratore di Santa Giustina. Ieri mattina il sindaco Imola ha fatto il percorso inverso salendo sul Monte... Titano, s’intende.Imola, accompagnato dal comandate della capitaneria di Riccione Saverio Trani, ha incontrato a San Marino il Segretario di Stato Giovanni Lonfernini.Nonostante le critiche per l’opera incompiuta che negli ultimi giorni si sono rimpallati enti locali e l’antica Repubblica, il clima dell’incontro è stato cordiale. Il problema è fin troppo chiaro al contrario delle acque che scorrono nel rio Marano. Gli ultimi 60 metri di collettore fognario non sono mai stati posati e da anni un’opera ritenuta fondamentale per la tutela del territorio e della qualità delle acque del mare è rimasta una cattedrale nel deserto.Imola oggi assicura che “entro l’inizio dell’estate il collettore verrà completato”, sottolineando quanto annunciato dal’assessore provinciale all’Ambiente Cesarino Romani, e come lui non cerca i responsabili “ma la soluzione del problema” spiega il sindaco.Imola ha ringraziato Lonfernini per la collaborazione dimostrata dalle autorità sammarinesi. Il sindaco e il Segretario di Stato si sono inoltre confrontati su temi comuni e sulle attività di Geat Spa e dell’Azienda di Servizi riservandosi la possibilità di incontrarsi nuovamente a Riccione.

 

 
 
  Postato da il Sunday, 18 January @ W. Europe Standard Time (79 letture)
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  Rassegna Stampa Comitato Rassegna Stampa Fiumi discarica del titano. Carlino Rimini 13 Gen 2009

Resto del Carlino, Rimini, 13 gennaio 2009
Renzi (PdL) presenta una interrogazione alla regione.
Fiumi-discarica del Titano. Hera: "E' tutto a posto"

 
 
  Postato da il Wednesday, 14 January @ W. Europe Standard Time (119 letture)
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  Rassegna Stampa Comitato Rassegna Stampa San Marino ci usa come Fogna. Corriere Romagna 12 Gennaio 2008

L'articolo contiene un'inesattezza. Nell'iniziativa non ha partecipato l'Associaizone Basta Merda in Mare, e Ivan Innocenti non ne fa più parte.
L'accusa del Comitato d'area di Cerasolo dopo un soppralluogo a Rovereta e Faetano.
"San Marino ci usa come fogna"
Reflui non trattati scaricati nei torrenti Ausa e Marano

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Emergenza Inquinamento
"Nonostante ci sia il collegamento alla rete riminese si continua a preferire lo scarico nell'ambiente."

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Scarico di Rovereta sul torrente Ausa, e di Faetano sul torrente Marano: sopralluogo ieri mattina del comitato d'Area di Cerasolo.
Fiumi come fogne, colpa di San Marino"
La protesta: "La repubblica paga Hera per un servizio non svolto.
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  Postato da il Monday, 12 January @ W. Europe Standard Time (66 letture)
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  Comunicati e Comunicati Stampa Comunicati Continuano gli scarichi fognari di San Marino nei nostri fiumi.

Nonostante le diverse denunce e segnalazioni che in questi anni sono arrivate agli organi di informazioni e agli enti competenti continua il malcostume da parte della Repubblica di San Marino di scaricare i propri reflui fognari non trattati nei nostri fiumi e da li nel nostro mare e sulle nostre spiagge.
Faccio riferimento agli scarichi presenti sul torrente Ausa a Cersolo Ausa/Rovereta e sul torrente Marano a Vallecchio/Faetano.
Il sopralluogo effettuato e documentato fotograficamente il giorno 11 gennaio 2009 ha rilevato:
-Nel caso dello scarico di Rovereta risulta essere presente un sistema di vaglio che raccoglie i rifiuti solidi (carta igenica, pannolini e altro) prima di scaricare il liquame nell'Ausa;
-Nel caso del torrente Marano a Faetano invece risultano visibili in prossimità dello scarico assorbenti e altri rifiuti fognari direttamente nel letto del torrente, evidentemente qui lo scarico non prevede neppuro un vaglio del solido.
Questa situazione si protrae da diversi anni e nonostante la realizzazione delle reti di collegamento delle fogne della Repubblica con la rete riminese si continua a preferire lo scarico nell'ambiente. Inoltre risulta incomprensibile come nonostante il Governo della Repubblica di San Marino paghi Hera per il servizio di depurazione non verifichi che poi questo servizio venga effettivamente corrisposto.
Si vuole anche ricordare che l'assessore all'ambiente Cesare Romani promise la soluzione del problema sul fiume Marano per il 21 giugno 2006; invece oggi il problema si presenta raddoppiato. All'assessore si chiede di interessarsi nuovamente e provvedere allo studio di una soluzione duratura e non meno che provvisoria.
Già ad agosto 2008 l'amministrazione di Coriano informata ha interessato gli organi competenti quale la forestale, ma la situazione non è cambiata da allora. Ci si chiede quali azioni ancora l'amministrazione intende promuovere per la salvaguardia del proprio ambiente e della incolumità dei propri cittadini.
Ricordo come sistematicamente alla foce del Marano durante l'estate ci siano problemi per la balneazione legata alla fioritura algale e all'aspetto delle acque non propriamente limpido. Inoltre questi comportamenti sono alla base degli insoddisfacenti risultati nella classificazione delle qualità delle acque dei nostri fiumi che annualmente viene pubblicata dalla regione.
In ogni caso si provvederà a denunciare il fatto ai comini interessati di Rimini, Montescudo, Coriano e Riccione.
Rispetto al pagamento della tariffa a Hera per un servizio che sembra non venga adeguatamente erogato sarebbe preferibile che il Governo della Repubblica risarcisca i comuni che sono soggetti a questi scarichi e di cui si inquina l'ambiente.


Ivan Innocenti
Comitato d'area di Cerasolo e Cerasolo Ausa
www.cerasolo.it



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  Postato da il Monday, 12 January @ W. Europe Standard Time (376 letture)
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  Azioni del Comitato Azioni Risorso al TAR contro delibera Provincia di Rimini del 23 ottobre 2008 n. 61

ECC.MO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE

DELL’EMILIA ROMAGNA

RICORRONO

i Sigg.ri

Giovannino RAGGINI, in proprio e quale Presidente del Comitato d’Area di Cerasolo e di Cerasolo Ausa;

Francesco BRIOLI, Lea Sara AMADORI, Ivan INNOCENTI, Ciro ZACOMETTI, Giancarlo BORRONI, Luigino CAPPARELLI;

tutti residenti in località Cerasolo Ausa del Comune di Coriano (RN), tutti membri del Comitato d’area e tutti rappresentati e difesi, come per mandato in calce al presente atto, dall’Avv. Giancarlo Fanzini e domiciliati presso il suo studio in Via S. Stefano 43, Bologna;

per annullamento

-         della deliberazione 23 ottobre 2008 n. 61 del Consiglio della Provincia di Rimini, pubblicata sul B.U.R. n. 186 del 5 nov. 2008, portante approvazione della Variante generale al PTCP di Rimini, per la parte indicata nel testo del ricorso;

-         degli atti preparatori ed interni del procedimento.

*    *    *

  1. Il Comitato d’Area di Cerasolo e Cerasolo Ausa  si è costituito tra residenti nella località Cerasolo in Comune di Coriano per tutelare gli interessi ambientali degli abitanti della frazione nei confronti dell’impresa Petroltecnica S.p.a., che gestisce un’attività di bonifica di siti inquinati e di trasporto, trattamento e stoccaggio di rifiuti speciali, con produzione di rilevanti diseconomie esterne.

L’azione del Comitato si è finora espressa sotto due aspetti concorrenti.

Da un lato, nella ricerca di tutele nei confronti delle esternalità dannose – sotto gli aspetti ambientali e qualitativi della zona – prodotte dall’attività di Petroltecnica nel sito in cui lo stabilimento è sorto nell’ambito del piccolo nucleo industriale artigianale della frazione.

Azione, questa, resa difficile dal deciso favore, per molti versi poco comprensibile, spiegato dal Comune di Coriano nei confronti di Petroltecnica.

 

  1. Sotto un secondo aspetto, i residenti della località si sono mossi per impugnare un piano particolareggiato di iniziativa pubblica, adottato dal Comune di Coriano ed approvato dalla Provincia di Rimini; piano che, in variante al PRG del Comune, consentirebbe la rilocalizzazione dello stabilimento Petroltecnica, con ampliamento, in altra area della zona, fino a quel momento con destinazione agricola e vincolata dalle disposizioni ambientali.

L’operazione è stata presentata testualmente come “ampliamento area industriale di Cerasolo Ausa per accorpamento attività”.

Ma, di fatto, non si tratta d’ampliamento della zona industriale esistente, perché la nuova area di piano attuativo è autonoma, separata ed indipendente dalla prima.

Nè di accorpamento di attività, visto che delle due ditte inizialmente indicate, tra l’altro prive di qualsiasi possibile collegamento funzionale (trattamento e stoccaggio di rifiuti l’una, spillatura di birra, l’altra), la seconda, Ditta Celli, è rapidamente uscita dalla comune in corso di procedimento.

Cosicché il piano attuativo riguarda solo ed esclusivamente la rilocalizzazione con ampliamento della Ditta Petroltecnica e della sua attività di trattamento e stoccaggio di rifiuti tossici e speciali.

 

  1. Il piano attuativo in variante al PRG è stato impugnato dai residenti della zona limitrofa di fronte a codesto Ecc.mo TAR con ricorso allibrato al n.824/2005 di R.G. .

Altri ricorsi sono stati presentati da S.r.l. F.lli Zangheri (729/2008 R.G.) e da S.r.l. Rivest (730/2008 R.G.).

Due società che si troverebbero pesantemente danneggiate dal nuovo assetto viario che si renderebbe necessario per la rilocalizzazione e l’ampliamento dello stabilimento Petroltecnica in area eccentrica rispetto alle infrastrutture di circolazione e di urbanizzazione consolidate.

 

  1. In tutti i ricorsi, ed in particolare nel secondo motivo aggiunto del ricorso dei residenti, 824/2005 R.G., figura una censura riguardante la circostanza che la nuova area di destinazione di una attività di trattamento e di stoccaggio di rifiuti speciali ed anche pericolosi fosse, in realtà, soggetta a tutela ambientale dal PTPR e dal PTCP ed inclusa tra le “aree inidonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti” nel Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti – PPGR approvato con delibera del Consiglio provinciale di Rimini n. 43 del 26 giugno 2007.

Cioè, in concreto, la variante al PRG prevedeva la localizzazione di una attività di trattamento e stoccaggio dei rifiuti in un’area indicata come inidonea per tale attività dal piano settoriale sopraordinato.

 

  1. L’ultimo coup de theatre in questa vicenda per molti aspetti paradossale è avvenuto in sede di approvazione della Variante al PTCP, adottata nel 2007 ed approvata nell’ottobre 2008.

In sostanza, con la giustificazione dell’emergenza di un preteso errore materiale l’area oggetto della Variante urbanistica per la rilocalizzazione di Petroltecnica, da zona “non idonea alla localizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti”  si è trasformata in zona “potenzialmente idonea alla localizzazione di impianti di gestione dei rifiuti ad esclusione degli impianti di smaltimento finale (discariche ed inceneritori)”.

Così da coprire la strada alla rivendicazione di una sorta di legittimazione  ex post del piano attuativo in contrasto con il sistema delle tutele ambientali ed ecologiche.

 

  1. Per illustrare l’illegittimità e l’anomalia di questo procedimento occorre ripercorrere in breve i passaggi.

Tenendo presenti, a commento, le spiegazioni espresse dal Dirigente del Servizio Pianificazione Territoriale della Provincia di Rimini in una nota 26 nov. 2008 (all.1) diretta al legale del Comitato ed in risposta ad una domanda di chiarimenti di quest’ultimo (all.2).

Spiegazioni, in realtà, piuttosto confuse e reticenti su molti punti essenziali.

 

  1. Dall’inizio. La cartografia del PTCP approvato nel 2001 includeva l’area tra quelle non idonee alla localizzazione di impianti di trattamento e recupero di rifiuti (carta TP8, all.3) – Il punto 1) della nota dirigenziale (all.1) conferma la circostanza, ma richiama anche quasi a smentita della cartografia l’art.8 ter delle NTA, sempre del PTPC 2001 (all.4).

Senonchè la norma parlava di possibilità di nuovi impianti per attività di gestione dei rifiuti o di ampliamento degli impianti esistenti nelle zone destinate ad insediamenti produttivi dello stesso PTCP ed, al momento dell’adozione ed approvazione di questo, l’area in oggetto non era affatto a destinazione produttiva.

In più, la norma richiamata dal Dirigente, e cioè il comma 3 dell’art.8 ter delle NTA, escludeva tale possibilità per le aree “ricomprese nei paesaggi rurali dei colli isolati e propaggini collinari….etc.”: in concreto, proprio i caratteri morfologici dell’area in oggetto, sottoposta anche a regime di tutela paesistica ex lege, per la contiguità con un corso d’acqua, e nel PTPR regionale.

Da qui una prima conclusione. Mai stato alcun contrasto originale tra la carta TP8 e l’art.8 ter delle NTA del PTCP 2001, come parrebbe voler far credere il punto 1) della nota dirigenziale.

 

  1. Questa prima conclusione è confermata dal successivo piano provinciale rifiuti, approvato con deliberazione del Consiglio provinciale 24 ottobre 2006 n.70 (all.5).

La tavola 2 del P.P.G.R. mantiene la classificazione dell’area tra quelle non idonee alla localizzazione di impianti di trattamento di rifiuti (all.6).

Tanto è vero che la stessa deliberazione di approvazione (all.5) respinge un’osservazione presentata da Petroltecnica volta ad eliminare il preteso contrasto tra le previsioni del PPGR e quelle della variante parziale al PRG di Coriano riguardante la nuova area industriale di Cerasolo Ausa, approvata con deliberazione di Giunta provinciale 9 agosto 2005 n.187.

A quel punto, quindi, già esisteva la variante parziale con destinazione produttiva per l’area Petroltecnica, ma ciò nonostante il P.P.G.R. confermava la non idoneità dell’area al recepimento di impianti di trattamento  rifiuti.

La nota dirigenziale (all.1), pur prodiga di citazioni di passaggi deliberativi, ignora del tutto il P.P.G.R. del 2006, il cui contenuto era evidentemente alquanto arduo spiegare in termini di errore materiale.

  1. La tesi dell’errore materiale compare al punto 2) della nota del Dirigente (all.1).

Ma, prima di valutarla e di cercare di capire dove in concreto dovrebbe emergere l’errore materiale, cioè una oggettiva incompatibilità tra premesse ed esiti, occorre partire dai passaggi procedimentali del nuovo PTCP.

Il piano adottato conferma, sull’area in oggetto, il contenuto cartografico del precedente PTCP e del vigente PPGR.

La tavola E2/2 (all.7) mantiene la classificazione dell’area tra quelle non idonee alla localizzazione di impianti di smaltimento e recupero di rifiuti.

Previsione, questa, del tutto omogenea a quella della tavola B2/2 (all.8), dove l’area è inclusa tra le zone di tutela del patrimonio paesaggistico.

  1. Seguono osservazioni del Comune di Coriano e della Ditta Petroltecnica, e qui nel loro esame  frazionato in momenti diversi inizia una certa  confusione.

Petroltecnica chiede (all.9) la modifica della previsione del Piano adottato “al fine di poter svolgere l’attività di trattamento rifiuti sull’intera estensione del comparto produttivo Petroltecnica – Celli, ora acquisito totalmente dalla Ditta Petroltecnica S.r.l., come da ns. comunicazione del 11.09.2007” (Celli a questo  punto era già uscito dalla partita, se mai vi era effettivamente stato).

La Commissione consiliare  incaricata dell’esame delle osservazioni esprime parere contrario all’accoglimento della richiesta di Petroltecnica (all.10).

In seguito, dopo il passaggio alla Regione che non fornisce prescrizioni od indicazioni riguardo alla materia che qui interessa (punto 5) della nota dirigenziale all.1), la Provincia torna sull’argomento e la Giunta propone un testo di controdeduzione nel quale si accoglie la richiesta di Petroltecnica e nel quale compare  la tesi dell’errore materiale.

Stando al quadro riassuntivo delle controdeduzioni che qui viene allegato con il n.11, questo testo viene votato e respinto dal Consiglio provinciale nella seduta del 21 ottobre 2008.

Due giorni dopo,  con deliberazione consiliare 23.10.2008 n.61, di approvazione finale del PTCP, la Provincia cambia di nuovo idea, dichiara “ non pertinente”  l’osservazione di Petroltecnica, ma accoglie un’osservazione di contenuto a quanto pare sostanzialmente analogo presentata dall’ufficio (si suppone il Servizio di  Pianificazione Territoriale), modificando quindi cartografia relativa (tavola E.212; all.13) e Testo dell’art. 6.2 delle NTA del Piano (all.12).

Non si sa quando sia stata presentata e protocollata questa osservazione dell’Ufficio.

Secondo il punto 4) della nota del Dirigente (all.1) parrebbe di capire comunque  dopo l’esame da parte della Regione e la formulazione delle “riserve” di quest’ultima (art. 27, comma 7, della legge reg. n.20 del 2000).

  1. Più lineare l’esame delle osservazioni del Comune di Coriano.

Questo chiedeva modifiche cartografiche con l’eliminazione delle previsioni di tutela ambientale su alcune aree, tra le quali appunto l’area di espansione produttiva di Cerasolo Ausa.

Osservazioni respinte con la seguente motivazione

La proposta contrasta con il sistema delle tutele del piano ed implica alcune varianti cartografiche al PTPR –PTCP, peraltro non corredate dalle necessarie valutazioni organiche e di sistema – volte a considerare non solo stato dei luoghi ma anche le opportunità di miglioramento ambientale -, non considerabili in sede di controdeduzione.”

  1. Tirando le somme, appaiono di elementare evidenza le seguenti deduzioni.

Primo. Non è configurabile alcun errore materiale.

L’errore materiale è un falso presupposto.

A parte il fatto che non esiste negli atti una spiegazione motivata tale da indicare i caratteri oggettivi dell’errore (non potendo qualificarsi come errore materiale ciò che non sia percepibile appunto oggettivamente e, come si dice, ictu oculi); a parte questo, esiste una perfetta continuità tra le tutele paesaggistiche ed ecologiche (aree inidonee alle attività di trattamento dei rifiuti) del PTCP previgente, del PPGR e del PTCP adottato.

Se anche l’approvazione della Variante al PRG di Coriano per l’area di Cerasolo Ausa fosse stata da considerare determinante per l’applicazione dell’art.8 ter del previgente PTCP,  ma certamente non lo era per le ragioni già spiegate nel paragrafo 7 che precede, resterebbe ad escludere l’errore materiale la circostanza dell’approvazione del P.P.G.R. con il rigetto delle osservazioni di Petroltecnica (all.5) in epoca successiva all’approvazione della Variante urbanistica di Coriano, in contrasto con il PTCP allora vigente (sopra, paragrafo 8).

D’altro canto, non si capisce come, nella motivazione postuma del Dirigente (all.1), si possa parlare di un errore materiale per la cui correzione si siano ritenute necessarie sia modifiche cartografiche, sia modificazioni integrative delle  NTA.

Modifiche, poi, contradditorie con le determinazioni di rigetto delle osservazioni del Comune sull’eliminazione, per l’area di Cerasolo Ausa, delle tutele paesaggistiche.

Talchè rimane comunque da capire come potrebbe legittimamente essere attuata nel concreto l’espansione produttiva di Cerasolo Ausa in un comparto soggetto – e rimasto soggetto – a tutela paesaggistica, così da consentire in seconda battuta anche l’azzeramento della tutela ecologica.

D’altro canto, anche la testi  postuma espressa nei punti 1) e 2) della nota del Dirigente (all.1) dell’emergenza dell’errore materiale nel mancato ripescaggio da parte delle nuove NTA dell’art.8 ter, comma 3, del Piano previgente –oltre ad essere in sé alquanto futile perché con questo modo di ragionare ogni variazione normativa sarebbe da considerare viziata da errore materiale rispetto alla norma precedente – si scontra in linea  logica e nel caso concreto con il fatto che la nuova stesura dell’art. 6.2 delle nuove NTA, emendata dal finto errore (all.12) non riprende in realtà il testo completo dell’art.8 ter, comma 3, delle precedenti NTA (all.4), ma lo amputa di un  passaggio essenziale e cioè delle esclusioni di salvaguardia ambientale emergenti proprio dal comma 3 del previgente art.8 ter, citato dallo stesso Dirigente.

Non stiamo nemmeno a commentare la modesta astuzia del richiamo di una norma  a canguro, come dicono gli inglesi, saltando i passi che non piacciono.

Resta che, mentre l’art.8 ter del piano previgente prevedeva una convergenza tra tutela paesaggistiche e tutele ecologiche, il nuovo testo dell’art. 62. nascente dalla finta correzione del finto errore materiale, pare ignorare tale obiettivo di ovvia razionalità.

Anche se poi non si capisce come si possa pensare di attuare la variante urbanistica, con il consenso all’insediamento di attività di gestione dei rifiuti, in perfetto contrasto con i vincoli ambientali, confermati anche  dal rigetto delle osservazioni del Comune di Coriano.

Si deduce pertanto il seguente

Primo motivo

Eccesso di potere per sviamento, falsità del presupposto, contradditorietà, difetto di motivazione.

Violazione dell’art.24, comma 3, della legge reg. n.20 del 2000 e del principio di rapporto gerarchico tra piano sopraordinato e piani sottordinati.

  1. In secondo luogo, la finzione dell’errore materiale ha prodotto una chiara anomalia procedimentale.

      La Regione non ha avuto modo di esprimersi con proprie “riserve”  sull’oggetto delle modifiche cartografiche e normative introdotte dopo il passaggio disciplinato dal comma 7 dell’art.27 della legge reg. n.20 del 2000.

      In concreto è stato aggirato il controllo di merito dell’Ente sopraordinato e dei propri organi tecnici.

      Nella successiva fase di intesa definitiva (comma 10 dell’art.27) l’esame di merito non sarebbe stato più possibile, anche perché l’accoglimento delle osservazioni dell’ufficio con l’ultima deliberazione di approvazione ha di fatto sterilizzato tutti i passaggi endoprocedimentali.

       Né si è resa, possibile la presentazione di osservazioni da parte dei soggetti interessati, che solo a procedimento concluso hanno potuto comprendere, e nemmeno in modo chiaro, dove la Provincia  era andata a parare.

In effetti lo si è capito solo con la nota del Dirigente (all.1).

Si deduce pertanto il seguente

Secondo motivo

Violazione dell’art.27 delle legge reg. 24 marzo 2000 n.20.

P.Q.M.

si chiede che l’Ecc.mo TAR, disatteso e reietto quanto in contrasto esposto e richiesto, voglia annullare  gli atti impugnati con ogni effetto conseguenziale e con rimborso di onorari e spese di causa.

In sede istruttoria, si chiede

-         la riunione del presente ricorso con i ricorsi nn.824/05, 729/08 , 730/08;

-         l’ordine di deposito in giudizio di tutti gli atti preparatori ed endoprocedimentali del Piano approvato.

Si allegano

1)      nota 26 nov. 2008 del Dirigente provinciale

2)      nota 31 ott. 2008 del legale del Comitato

3)      tavola TP8 del PTCP 2001

4)      N.T.A del PTCP 2001

5)      Deliberazione 24 ott. 2006 n.70 del Cons. provinciale di approvazione del PPGR

6)      Tavola 2 del PPGR

7)      Tavola E 2/2 del PTCP 2007 adottato

8)      Tavola B 2/2 del PTCP 2007 adottato ed approvato

9)      Osservazioni di Petroltecnica

10)  Quadro dei pareri della Commissione consiliare sulle osservazioni

11)  Quadro delle controdeduzioni alle osservazioni

12)  Quadro delle controdeduzioni alle osservazioni

13)  Tavola E 2/2 del PTCP approvato

Bologna, 29 dicembre 2008

Avv.Giancarlo Fanzini

 

RELAZIONE DI NOTIFICA

Ad istanza dei ricorrenti, rappresentati e domiciliati come in atto, io sottoscritto Ass.UNEP presso la Corte d’Appello di Bologna, ho notificato simile copia del suesteso atto a:

1) PROVINCIA DI RIMINI, in persona del Presidente della Giunta provinciale in carica, presso la sede della Provincia in Corso d’Augusto n.231 (CAP. 47900), Rimini, ed ivi inviandola a mezzo di

2) COMUNE DI CORIANO,  in persona del Sindaco in carica, presso la residenza Municipale in Piazza Mazzini 15 (CAP 47853), Coriano (RN), ed ivi inviandola a mezzo di

3) PETROLTECNICA S.r.l., in persona del legale rappresentate in carica, presso la sede di Via Rovereta n.32, (CAP 47853) Cerasolo  Ausa, Coriano (Rimini), ed ivi inviandola a mezzo di

 
 
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